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Angela Siracusa

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Marzo 2017 – Il Giardino dei Musi Eterni

Titolo : IL GIARDINO DEI MUSI ETERNI

autore : BRUNO TOGNOLINI

edito da Salani nel 2017, è la nuova opera di un professionista della narrativa per ragazzi, già vincitore di due premi Andersen (2007; 2011).

copertinaTognolini

La storia procede lentamente, “a passettini nel vento”, prendendosi il tempo necessario per farci immergere nella particolare ambientazione, per farci conoscere le dinamiche e i numerosi personaggi e per sciogliere i vari nodi. Il Giardino dei Musi Eterni è un posto magico, un cimitero per animali dove il Sempre e Ovunque e l’Ora e Qui coincidono, dove Tu Sei Tutti e Tu sei Tu.

Bruno Tognolini si muove sullo sfondo di una favola, arricchita da un registro lessicale che è solo suo, fantasioso e illuminante; sopra questa favola, che ha per personaggi anime di animali, umani e Saltafossi, costruisce un’impalcatura complessa da giallo, spargendo indizi e seminando sospetti ad ogni sfogliare di pagina, bilanciando egregiamente il mistero al divertimento, l’energia positiva della vita allo sconforto di piccoli e grandi momenti bui. E così conosciamo Ginger, gatta Maine Coon a pelo semilungo con grande intuito, intelligenza e capacità di osservazione; Orson, pastore abruzzese-maremmanno con l’argento vivo addosso; il pastore tedesco Ted, abile cane polizziotto, e Ragioniere, un basset hound che ama sciorinare le leggi umane apprese in vita dal suo padrone; indimenticabile il parlare antico e misterioso di Mama Kurma, la grande tartaruga; le trillanti note di Ci il canarino e le galoppate nel mondo dei sogni di Ramiro il cavallo andaluso. Per non dire dell’amore infuso in ogni sguardo e parola di Trilly, dolcissima porcellina d’India. I personaggi di Tognolini conservano le loro caratteristiche animali e allo stesso tempo rivelano alcuni aspetti assimilati dai loro umani : una combinazione che assicura scene pieni di allegria e divertimento.

Questi e altri gli “Àniman” che abitano il Giardino e che presto vengono coinvolti in una importantissima indagine, riunendosi sotto il buffo nome di Ficcamusi Task Force : sparizioni misteriose continuano a verificarsi, mentre quel gran delinquente di un Custode si aggira in modo sospetto tra le tombe degli animali. Come se non bastasse dal Comune giunge una notizia a minacciare il Giardino dei Musi Eterni : i soldi per la gestione del cimitero non bastano e si prepara un’asta di vendita del terreno su cui sorge.

Tognolini sa come divertire e incuriosire, affrontando allo stesso tempo temi delicati come il lutto, il rapporto intenso che interrcorre da sempre tra uomo e mondo animale, la concezione del Tempo e dell’Essere. Colpisce la sua capacità di parlare di situazioni e fatti complessi, senza temere di utilizzare i termini più adatti, offrendo in tal modo ai lettori un vocabolario ricco e sfumato e una sintassi musicale. Questa storia schiude gli occhi verso le stranezze, le varietà e le moltitudini del mondo, rende partecipi e indagatori della pagina scritta.

Il Giardino dei Musi Eterni riprende alcuni elementi de Il Libro della Giungla: la vita entro i suoi confini è quella di una comunità, fatta di riti, canti notturni, riunioni, abitudini e credenze. Gli Àniman sono molto uniti tra loro, tanto che spesso arrivano a indossare l’uno i panni dell’altro durante giocose scorribande nel cielo. La storia parla allo spirito in modo profondo, invita a condividere e a rifletterci gli uni negli altri. Qui ci si interroga inoltre sul significato profondo di “fare del bene” e “fare del male”; proseguendo nella lettura, pian piano si capisce che niente è come appare : certe convinzioni vengono rovesciate, certi sospetti confutati e certi pregiudizi superati.

ma quelle creature eterne sapevano bene che anche ciò che appariva piano e levigato, la duna di un deserto, il pelo della foca, a guardare da vicino era una baraonda forsennata di piani e di fossi. E che la vita stessa era così : uno stupendo e invisibile pasticcio.”

Così Tognolini ci invita a guardare bene e da vicino le cose di questo mondo, tanto da riservarci nel finale un’ultima sorpresa.

Il Giardino dei Musi Eterni è immaginifico, stimolante e divertente. Commuove, genera empatia e creatività. Consigliato in special modo ai lettori più giovani !

Questa recensione è disponibile nella rivista La Salamandra, numero 64

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